Ciao a tutti, mi chiamo Stefano, ho 35 anni e lavoro come barista a Torino da più di dieci anni.
Amo il mio lavoro ma è da un po’ di tempo che cerco di incrementare le entrate per togliermi qualche sfizio: da ciclista amatoriale, il mio sogno è un’escursione in bici in Nepal. Non è comunque facile trovare un part-time che coincida con le mie esigenze, essendo libero solo i primi giorni della settimana.

Una sera degli amici sono venuti a trovarmi al locale e mi hanno consigliato di andare a vedere il sito di SoQua, una piattaforma che loro avevano usato per trovare qualcuno che gli facesse fare il giro dei mercatini di Londra. Il giorno dopo, appena svegliato dal turno serale della domenica, mi sono messo a navigare il sito SoQua e ho scaricato l’app per capirci qualcosa. Mi ha colpito subito che nella home si parlasse di “meritocrazia”. Tra le FAQ ho scoperto cosa intendessero: non si possono comprare like o dislike, le recensioni sono certificate e – rullo di tamburi – chi lavora non può chiedere una tariffa inferiore a 15 euro orari!

Ho subito pensato a cercare qualcuno che proponesse giri in bici e ho trovato di tutto: escursioni in montagna, off-road, cicloturismo, con tanto di itinerari, soste, osterie lungo la strada. Sull’onda dell’entusiasmo ho prenotato un certo Gianni che proponeva un giro di “Torino nascosta” di 2 ore per 30 euro totali martedì mattina. Partenza ore 05:00 am oppure ore 08:00 am. Poco dopo la mia richiesta (5 del mattino, senza troppa gente tra le ruote), mi è arrivata la sua conferma. Al luogo dell’appuntamento era impossibile non riconoscere Gianni, unico essere umano in vista, in tuta da bici e pronto a mostrarmi un nuovo lato di Torino. Poco dopo ci hanno raggiunti altri 5 ciclisti che non conoscevo, ma tra appassionati sono bastati pochi minuti per capirci. Abbiamo approfondito la conoscenza al primo punto di ristoro mi hanno spiegato che hanno conosciuto Gianni proprio tramite l’app, tanto da diventare amici. Il loro ormai è un appuntamento settimanale.
Ho chiesto a Gianni come si trovasse a lavorare con l’app di SoQua e mi ha dato varie dritte su come usare il profilo, quali foto caricare, quale proposte andassero per la maggiore, e mi ha parlato molto anche della trasparenza della piattaforma. Le mance non sono tassate e si può guadagnare anche affiliando dei locali. Al termine di uno splendido giro di Torino all’alba, mi ha chiesto di lasciargli una recensione sincera. E io, in tutta sincerità, non potevo essere più entusiasta dell’esperienza e della sua organizzazione!

Non ci ho pensato due volte prima di iscrivermi a mia volta come host su SoQua. Ho preso un po’ spunto dal profilo di Gianni per creare il mio. Vorrei proprio far sentire i miei ospiti a casa e tra amici mentre scoprono il mio territorio, ed ho già in mente qualche “chicca” locale da mostrare.

Saprò dirvi presto come va. E il Nepal mi sembra già un po’ più vicino!